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La spiritualità oggi

spiritualità oggi

Due amici si incontrano al bar per una chiacchierata:  
Paolo: Incredibile come sono cambiati i tempi, non poco tempo fa non potevo neanche manzionare la religione nella mia compagnia, adesso invece tantissimi sono in ricerca di una nuova spiritualità.  
Nadia: Guarda che caso, proprio oggi sono andata in Internet per trovare qualche informazione a riguardo, non ci capisco tanto. Sull'enciclopedia Wikipedia ho letto una definizione che mi ha aituato tanto: dice che la differenza fondamentale consista nel fatto che la religione indichi un tipo di ricerca esteriore, formale, mentre per spiritualità si intende la ricerca di Dio all'interno di sé." Sai che mi ha colpito? Perché io sono stufa delle religioni, ho fatto delle esperienze diverse. Ma mi è rimasto sempre quel vuoto e l'impressione di non aver mai fatto abbastanza. La ricerca di Dio invece non voglio abbandonare.
Paolo: Ti stavo dicendo proprio questo, che ho incominciato un cammino spirituale. E' stato quasi per caso che un amico me ne ha parlato. Lo conosco da tanto, non è mai stato un tipo religioso, anzi. Un paio di mesi fa l'ho incontrato di nuovo e mi ha parlato della vita spirituale che vive, che ha trovato la pace in Gesù. Mi ha spiegato come leggere la Bibbia in modo di cavarne qualcosa per la vita.  
Nadia: Non penso che questo sarebbe la soluzione per me, non sono il tipo intellettuale come te. Io vado molto più sul pratico.  
Rete Paolo: Anch'io, se rimane soltanto conoscenza non ti da questa soddisfazione che vivo giornalmente. Ho trovato anche un gruppo di persone che vivono la loro spiritualità rimanendo con le gambe per terra. Una volta la settimana mi incontro con questo mio amico, leggiamo e preghiamo insieme e poi mi confronto anche con i nuovi amici che ho conosciuti nella chiesa evangelica.  
Nadia: Mi incuriosisci, mi attira quel che mi racconti, sarà quello che sto cercando? Ma non è una setta?
Paolo: No, una setta toglie o aggiunge una cosa alla Bibbia o segue un capo carismatico particolare, ma niente di tutto questo è vero nel mio caso. Ho cominciato a pregare Dio, volevo capire se esiste per davvero. L'ho sentito chiaramente nel mio cuore, che lui mi stava parlando, ogni volta che aprivo la Bibbia mi sembrava che parlava direttamente a me. Ad un tratto ho capito che ero fuori rotta nel mio cammino spirituale, che la mia vita non era coerente.  
Nadia: Ma dai, non hai mai fatto male a nessuno*!  
Paolo: Sì cosi ho detto sempre anch'io, ma Gesù mi ha fatto notare quanto ero lontano da lui. Ho ammesso tutto, tanto davanti a lui non posso nascondere niente. Ho letto come Gesù ha pagato con la sua morte per il mio debito, che aveva davanti a Dio e come lui mi offriva il perdono completo. Una sera ho pregato insieme a questo mio vecchio amico, chiedendo Dio di sistemare la mia vita, di risolvere il passato e di guidarmi verso il futuro. Non posso neanche spiegare a parole che cosa ho sentito, una leggerezza, una gioia, mi sentivo come una nuova creatura. Adesso so di essere più libero di prima, sono più soddisfatto e vivo questo rapporto con Dio in serenità. Una spiritualità che è adatta a me, è come un'amicizia profonda con Dio.  
Nadia: Forse comincio a capire perché la religiosità non mi ha mai dato quello che desideravo, era soltanto un esercizio più o meno esteriore, la spiritualità di cui parli tu invece e un rapporto intimo interno tra te e Dio. Mi spieghi meglio come posso fare….

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